Cosa significa Nichel Tested

Il bollino “Nichel Tested” stampato sulla confezione indica che ogni lotto di prodotto è stato analizzato per garantire un contenuto di nickel inferiore a 0,0001% (1 ppm).

L’allergia al nichel colpisce una elevata percentuale di soggetti e si manifesta con rossori, prurito, vescicole e desquamazione delle zone interessate.
Dal 2006 è vietato per legge inserire volontariamente il nichel nei prodotti cosmetici. È, quindi, fuorviante per il consumatore scrivere in etichetta “nichel free”. Infatti, tale scritta potrebbe orientare la scelta di acquisto verso un prodotto che in realtà non ha niente di più rispetto a un altro sul quale non compare la scritta.
Bisogna, inoltre, ricordare che in natura è possibile trovare nichel in tracce ovunque: nell’acqua, nel suolo, in molti alimenti, negli ingredienti cosmetici e persino nell’acciaio inox, materiale di cui sono fatti i macchinari necessari alla produzione di cosmetici.

È quasi impossibile, perciò, che un prodotto risulti essere “nichel free”; è possibile, invece, grazie alla scelta selezionata di materie prime meno critiche e a macchinari moderni e non usurati, avere una concentrazione molto bassa di questa sostanza, tale che non sia in grado di scatenare una reazione allergica da parte dei soggetti sensibili al nichel.

Nei cosmetici non esiste per il nichel un limite massimo tollerato dalla legge come impurezza tecnicamente inevitabile, ma da alcune ricerche è stato dimostrato che la soglia di reazione al nichel per i soggetti sensibili si associa a una presenza di tale sostanza tra 1 e 3 ppm (parti per milione) corrispondenti 0,0001-0,0003% nel prodotto finito.

Il produttore di Cobea fa analizzare da un laboratorio esterno ogni lotto fabbricato dei prodotti della linea che vengono immessi sul mercato unicamente se i risultati analitici garantiscono un contenuto di Nichel inferiore a 0,0001% (1 ppm).