Fougère: genesi e caratteristiche del più classico profumo da uomo

21/02/2019

Cosa vuol dire fougère? A quali profumi si riferisce? Scopri il significato della famiglia olfattiva principalmente maschile che ha origini secolari e…imperiali.

Il termine francese fougère indica una famiglia olfattiva, composta per il 99% da profumi maschili. Sebbene in italiano si traduca con “felce”, fougère – nel lessico della profumeria – non fa riferimento a fragranze a base di felce.

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Ma nel jus troviamo accordi di lavanda, muschio di quercia e fava tonka, arricchiti da sfumature agrumate, aromatiche o speziate. La sensazione è di un profumo ricco di contrasti, poiché le note un po’ aspre dei sentori boschivi vengono addolcite nel fondo dalla nota dolce della fava tonka.

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Com’è nato il genere fougère

Come genere, il fougère è il più classico dei profumi da uomo, quello che nell’immaginario collettivo fa riferimento al mondo della rasatura. Sa di pulito e virile nello stesso tempo. Ha una bella storia da raccontare che affonda le sue radici niente di meno che nell’era napoleonica.

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Credit Instagram @houbigant_paris

Fu Napoleone Bonaparte, infatti, a lanciare la moda dell’acqua di colonia, poiché la portava sempre con sé infilata negli stivali, pronta a spruzzarla persino sul suo cavallo. Quel vezzo di vanità imperiale avrebbe gettato i semi dei futuri profumi fougère, sorti circa un secolo dopo.

Il primo Fougère della storia

Il primo è stato Fougère Royale, lanciato nel 1882 da Houbigant, un'aristocratica casa di profumi fondata nel 1775 a Parigi che aveva tra i suoi clienti la corte di Francia (prima Luigi XVI e dopo Napoleone), lo zar Alessandro III e lo scrittore Guy de Maupassant.

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Nel 1880 a dirigere la maison fu il profumiere Paul Parquet, che era solito sperimentare nuovi accordi utilizzando le sue conoscenze di chimica organica. In uno di questi esperimenti, creò un profumo originale inizialmente destinato alle donne, ma che invece fu preferito dalla sua clientela maschile. L’accordo mescolava essenze vegetali di lavanda, bergamotto, geranio, muschio di quercia e, per la prima volta, una molecola di sintesi, la cumarina estratta dallafava tonka. Un mix che, dopo secoli di sentori animali a base di musk e zibetto, segnò un punto di rottura nella profumeria.

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Fu l’inizio di una leggenda che ha dominato la profumeria maschile fino alla metà degli anni ’60, quando i fougère si sono arricchiti di sotto-famiglie che ne hanno ammorbidito il tipico contrasto tra fresco e caldo.

I profumi Fougère di oggi

I moderni fougère contengono, in particolare, note aromatiche (basilico, timo, rosmarino, menta, anice e assenzio), note speziate (chiodo di garofano, pepe), note legnose (vetiver, oud) e floreali, pur conservando l’anima “virile” di fondo. Le composizioni ruotano tutte attorno alla lavanda, una nota che per secoli ha costituito l’aroma principale delle barberie, dove il gesto della rasatura era concluso da dopobarba freschi e “igienizzanti”.

Oggi, con il rinnovato interesse verso il grooming, i profumi fougère rivisitati stanno tornando alla ribalta, perché sprigionano note rassicuranti da cui lasciarsi avvolgere.